Gilberto Bianchini & C. sas

 

26/07/06 - Incidenti sul lavoro


Mi è capitato di recente di essere chiamato a soccorrere pazienti infortunati sul lavoro, purtroppo in molti casi incidenti mortali o comunque ad esito infausto. L'ultimo in ordine temporale riguardava un ragazzo minorenne con un trauma cranico importante conseguente a caduta da un muro di cinta, morto dopo qualche ora in pronto soccorso.
Il comun denominatore di tutti questi casi (folgorazione, precipitazione, amputazione ecc.) è lo scarso se non assente rispetto delle principali norme di sicurezza.
Nessuno di questi pazienti infatti indossava i presidi a norma della L.626 (Legge per la sicurezza sul lavoro), tantomeno il cantiere di lavoro presentava i mezzi di contenimento e di segnalazione imposti per legge.
Ovviamente di tutto ciò si occuperà l'Ispettorato del Lavoro e la Magistratura ma la domanda sorge spontanea....come mai l'impegno legislativo e le analisi statistiche di settore che avrebbero lo scopo di migliorare le condizioni di sicurezza lavorative non danno il risultato voluto?
Forse le norme vengono rispettate solo sulla carta ma non sul campo, e non esiste controllo sulle reali applicazioni.
Forse i responsabili dei cantieri non sono sufficientemente informati e dottrinati sui reali potenziali pericoli mortali presenti nel loro lavoro.
Forse, e lo dico con provocazione, la sensazione che lo stato di diritto italiano si stia sgretolando sotto i nostri piedi induce tutti a un maggior lassismo e superficialità poichè intanto nessuno controlla, e se controlla non si cura, e se si cura la responsabilità a quel punto sarà talmente diluita nel mare della burocrazia che non vi sarà colpa. E se colpa o, peggio, dolo sarà riconosciuto arriverà l'indulto come "soluzione finale".....
Italia, paese dei cachi.....dove le persone, i cittadini contano meno dei privilegi!

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