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Nuovo Accordo Stato Regioni formazione

Il nuovo Accordo Stato Regioni sulla Formazione dei Lavoratori: cosa cambia

Approvato il 17 aprile 2025, il nuovo Accordo Stato Regioni sulla formazione dei lavoratori unifica e sostituisce gli accordi del 2011, 2012 e 2016. L’obiettivo dichiarato è quello di semplificare, armonizzare e soprattutto ridurre il numero di infortuni sul lavoro. Se funzionerà davvero, lo diranno i prossimi anni.

Vediamo insieme i punti più rilevanti e operativi per aziende, RSPP e consulenti.

Soggetti formatori e responsabilità del datore di lavoro

Il nuovo accordo ridefinisce chi può erogare formazione. Restano abilitati:

  • Organismi istituzionali
  • Enti accreditati regionalmente o ope legis
  • Parti sociali rappresentative
  • Datori di lavoro stessi, se organizzano corsi per i propri dipendenti

Il datore di lavoro può dunque organizzare internamente la formazione, ma deve farsi carico di tutto: progetto formativo, registri, test, attestati, e docente qualificato.

Le novità per preposti e datori di lavoro

Tra i principali cambiamenti:

  • Il corso per preposti passa da 8 a 12 ore
  • L’aggiornamento diventa biennale (da svolgere entro 12 mesi dall’entrata in vigore)
  • I datori di lavoro devono seguire un corso obbligatorio di 16 ore (+6 per chi opera nei cantieri) entro 2 anni
  • I datori che vogliono essere RSPP dovranno completare un modulo aggiuntivo (8+16 ore per settore edilizia o chimico), salvo chi è già in possesso di formazione RSPP

Il progetto formativo aziendale

Una novità importante è l’obbligo di progettazione formativa personalizzata, da costruire in base a:

  • Valutazione dei rischi (DVR)
  • Competenze del personale
  • Fabbisogni aziendali
  • Obiettivi e risultati attesi

Anche la valutazione e il monitoraggio della qualità formativa diventano parti integrate del progetto.

Modalità di erogazione dei corsi

La formazione potrà svolgersi:

  • In aula
  • In modalità webinar (sincrona)
  • In e-learning (solo per alcune tipologie)
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Tutte le modalità richiedono tracciamento, verifica della presenza e soddisfacimento dei requisiti previsti.

Per ottenere l’attestato, i partecipanti devono frequentare almeno il 90% del monte ore.

Verifica della comprensione e lavoratori stranieri

Il nuovo accordo insiste sulla necessità di verificare preventivamente la comprensione linguistica da parte di lavoratori stranieri. Questo per evitare che una formazione non compresa sia formalmente valida ma sostanzialmente inutile.

Verifica dell’efficacia della formazione

Grande rilievo viene dato all’obbligo di verificare l’efficacia della formazione sul campo. Le aziende dovranno monitorare se la formazione ha avuto effetti reali attraverso:

  • Analisi infortunistica
  • Check list e osservazioni
  • Near miss
  • Questionari e verbali

I risultati dovranno essere documentati e discussi nella riunione periodica.

Test finali e colloqui

Per validare la formazione, viene introdotto:

  • Test a risposta multipla con almeno 30 domande (prima formazione)
  • Test da 10 domande per aggiornamento
  • In alternativa: colloquio individuale da verbalizzare

Per superare il test, serve il 70% di risposte corrette.

Classi miste e criticità operative

Il nuovo accordo pone indirettamente dei limiti alle classi miste. Ogni formazione dovrebbe essere progettata sul DVR aziendale. In pratica, un corso con partecipanti da più aziende e ruoli molto diversi non soddisfa i requisiti previsti per la parte specifica.

Inoltre, per i lavoratori stranieri con difficoltà linguistiche, si evidenzia la necessità di metodi alternativi di verifica (es. immagini, scenari illustrati).

Verifiche ispettive e conservazione della documentazione

Gli enti di vigilanza verificheranno:

  • Attestati validi
  • Progetto formativo redatto correttamente
  • Documentazione sulle verifiche dell’efficacia

Tutto dovrà essere conservato per almeno 10 anni.

Considerazioni finali

Molti professionisti del settore hanno accolto questo accordo con scetticismo. Il rischio maggiore? Una formazione sempre più burocratizzata, standardizzata e distante dalle esigenze reali delle micro e piccole imprese, che costituiscono oltre il 95% del tessuto produttivo italiano.

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L’auspicio è che questo nuovo Accordo Stato Regioni riesca davvero a ridurre infortuni e morti bianche. Ma per molti, si è persa l’occasione per creare un sistema formativo più agile, efficace e vicino ai contesti reali.

Scarica il nuovo Accordo Stato Regioni.